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Al giorno d’oggi, il tipo di lavoro che ci vede occupati quasi mai rispecchia le nostre reali attitudini ed aspettative. Il potenziale di ognuno di noi spesso viene soffocato da un ruolo che andiamo a ricoprire ma che non ci appartiene.

Come ci fa sentire questa situazione?

Certamente non soddisfatti… grati per ciò che abbiamo (un lavoro!!!), ma non soddisfatti. È chiaro che in mancanza di opportunità che possano rispecchiare le nostre aspirazioni, accettiamo il primo lavoro decoroso che ci viene offerto; ma è giusto questo?

Ci rende persone realizzate? Bisogna accontentarsi? Secondo il mio punto di vista no! In un’ottica di autorealizzazione il verbo accontentarsi non può essere contemplato!

Il desiderio di fare emergere sé stessi, le proprie passioni, le cose che realmente ci rendono fieri di noi stessi devono essere i motori della nostra scelta consapevole di una professione. Non bisogna solo ammirare coloro i quali hanno dato una svolta alla loro vita lavorativa, bisogna prenderli da esempio ed avere il coraggio creare su di noi una storia di successi.

Vi state accontentando in questo momento?